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Festa del Saccarello PDF Stampa E-mail

Un’eccezionale giornata di sole ha premiato domenica due agosto oltre cinquecento festosi partecipanti alla festa che si è svolta sulla vetta del Monte Saccarello, la più alta cima delle Alpi Liguri.

L’ampia distesa verde smeraldo a levante - che sulla montagna fa da contrappunto all’impressionante precipizio del lato opposto - interrotta solo dalle ampie macchie più scure delle distese di rododendri che nel tempo delle fioriture tingono di porpora i suoi fianchi, ha accolto una folla festante di Autorità, popolazioni delle valli circostanti, turisti e particolarmente Soci dei Club Alpini Francesi, Monegaschi e Italiani, che con la loro gioiosa presenza hanno ancora una volta affermato i valori dell’amicizia, che attraverso la presenza della STELE eretta nel 2009 assurgono ora alla dignità di FRATELLANZA.

Sentimento questo proposto nel punto dove vicende storiche, che il tempo via via ricopre del benefico velo dell’oblio, hanno condotto a cesure dolorose specie nel corpo dell’antica cultura agro- silvo-pastorale dell’area Brigasca che ora, in virtù delle normative europee, può serenamente e agevolmente rinsaldare i suoi mai sopiti vincoli d’appartenenza. Il Club Alpino Italiano ha proposto e sponsorizzato questo evento con un cospicuo apporto, anche materiale, di organizzazione e divulgazione, attraverso l’azione dei suoi Gruppi Ligure e Piemontese con le rispettive Sezioni.

La cerimonia, iniziatasi alle dieci con la celebrazione della S. Messa solenne presso il vicino monumento al Cristo Redentore, officiata da S. E. Rev.ma Mons. Antonio Suetta, Vescovo Diocesano di Ventimiglia/Sanremo, si è poi spostata in prossimità della “STELE” dove è seguito un momento d’intensa commozione, con l’esecuzione degli inni nazionali di Francia, Italia, Unione Europea e del CAI, partecipati pure dai presenti, contemporaneamente ai rispettivi Alzabandiera. La solennità del momento ha ancora coinvolto tutti con il pronunciamento, da parte dei singoli Sindaci, del “Giuramento” rispettivamente da Daniel Alberti, per La Brigue nel testo Francese, Angelo Lanteri per Triora in Italiano, Ivo Alberti per Briga Alta in Brigasco; ha chiuso il Vicepresapidente Generale del CAI Ettore Borsetti pronunciando il testo in latino, il tutto sottolineato da vibranti applausi.

E' seguito lo scambio della preziosa pergamena miniata col testo del “GIURAMENTO DELLA FRATERNITÀ MONTANARA” nella versione latina, tra l’attuale depositario Comune di Briga Alta il cui Sindaco ha consegnato la teca al subentrante Sindaco di Triora, alla presenza del Maire de La Brigue, e del Coordinatore del CAI.

Un caloroso abbraccio tra i partecipanti ha concluso la parte senza dubbio più emotivamente coinvolgente della cerimonia, che è proseguita con gli interventi delle autorità presenti, tra cui molto apprezzata la lectio magistralis del Past Presidente Generale Prof. Annibale Salsa. Hanno portato il loro saluto Mons. Vescovo con sentite espressioni di elevata spiritualità, non disgiunta da un profondo senso umano, Ettore Borsetti, Vicepresidente Generale del CAI, in autorevole rappresentanza del Presidente Generale Umberto Martini, i tre Sindaci, il Prof. Nino Lanteri, Presidente della “Vastera”, voce storica della Cultura Brigasca, i neo Assessori Regionali Dott. Marco Scajola e Giovanni Berrino, due nuove presenze del Ponente Ligure in seno al Consiglio Regionale, così come altri rappresentanti delle realtà locali. Infine il Coordinatore Cai uscente, Rino Allaria, nel prendere congedo, ha presentato i nuovi incaricati, nelle persone della Prof. Elena Norzi e Dott. Giancarlo Colucci, peraltro già ampiamente operativi nella presente edizione.

I partecipanti si sono quindi nuovamente spostati verso lo spazio scelto per il Concerto d’Archi diretto dal maestro Michele Trenti con la straordinaria partecipazione del primo violino solista, la coreana Woon Young Kang, offerto dal Gruppo Regionale Liguria, che ha raccolto un grande e meritatissimo successo inframmezzato da numerosi applausi.

Dopo il concerto, come previsto, ha fatto seguito quella che, eufemisticamente era stata definita un’agape fraterna, ma che in pratica è stata una bella abbuffata con, tra l’altro, una vistosa porchetta arrosto, il tutto innaffiato da oltre 600 bottiglie di acqua minerale generosamente offerte dalla San Bernardo di Garessio e un’adeguata (meglio non precisare) disponibilità di ottimi vini locali.

 

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